Pieces.

“Quando ho incontrato Pina Bausch per la prima volta, il mio cuore ha avuto un sussulto; forse una perdita di orientamento e pure stavo di fronte ad una donna in nero, un volto chiaro, gioioso, curioso, pieno di sorrisi. Ero li, a Wuppertal, per il mio primo lavoro, cioè foto a questa grande artista musa ispiratrice di un mondo interiore. Ero molto turbato, sotto una calma apparente e pure di fronte a lei quasi tutto si acquieta i ruoli tornano al loro posto ed il ritmo lavorativo prende corpo. Lei mi indica la sua sala da ballo e inizia tra me la macchina fotografica e la coreografa tedesca, un lento venire di sguardi di occhiate di parole difficili da decifrare, un cammino stava per nascere. Dentro di me sentivo vibrare le mie corde tese, la mia macchina fotografica lavorava al mio comando con un incedere elegante, teso a cogliere l’attimo, il movimento. Si il movimento e lo spirito del mio essere fotografo, e per questo io sogno e il sogno è, vive ed è meraviglioso. Che dire di Pina, dovrei scrivere un libro per spiegare tutto il piacere che mi offre fotografando, in una sola parola è amore. Con questa nuova mostra dedico alla città europea della cultura, Bologna, un percorso fantastico come un caleidoscopio, la voglia di rompere schemi classici della fotografia in un sogno contemporaneo. A Pina dedico la mostra del nuovo millennio.”