COSI’ DUE FOTOGRAFI VEDONO LA SUA DANZA ROVERETO

Un mondo forte, violento per contrasti, espressivo nell’ intreccio dei gesti: questo è Pina Bausch. Una dimensione che irresistibilmente attrae gli sguardi dei fotografi, come Helmut Newton, che al Tanztheater Wuppertal ha dedicato una serie memorabile, o come il francese Guy Delahye, che ha reso omaggio alla coreografa con un bel libro fotografico. In Italia, con entusiastico fervore, i fotografi Francesco Carbone e Piero Tauro seguono da tempo l’universo visionario della Bausch. 

Una selezione del loro rispettivo lavoro è stata presentata a Rovereto, nella Sala Depero del Museo d’ Arte Moderna, in occasione del festival alla Bausch dedicato. Col titolo Non tutti possiamo essere dei cigni: il gioco e il grido di Pina Bausch, la carrellatta espone per frammenti emblematici quel puzzle di storie ironiche e dolorose, di angosce quotidiane e sguardi al di là delle apparenze, che fa l’ originalità dell’ autrice tedesca.